Parliamo ancora di gambe gonfie e stanche


Se le previsioni meteo non mentono, a fine settimana questa bizzarra primavera lascerà il posto ad una calda e soleggiata estate. Sarebbe fantastico, se non fosse che per molte donne ed alcuni uomini il caldo estivo comporta un forte disagio : le insufficienze venose delle gambe, gravi o meno che siano, peggiorano sempre con il gran caldo.

Ed ecco allora che il senso di peso, il dolore non acuto ma sordo e profondo, l’agitazione delle gambe nel letto che non fa dormire, diventano compagni inseparabili. Ti riconosci in questi sintomi ?  Vediamo cosa si può fare .

  1. Riconoscere che l’insufficienza venosa è una malattia, e dunque va valutata da un Medico, meglio se uno specialista in grado di effettuare i test necessari . In effetti ci sono test molto semplici e non invasivi che consentono di valutare la situazione in una scala di gravità crescente e prevedere la sua evoluzione.
  2. Accettare le cure proposte, che spesso comporteranno l’uso di farmaci o integratori . Alcuni medici propongono cure continue, altri soltanto nel periodo estivo, altri a cicli. Quale che sia la prescrizione, gli studi clinici dimostrano senza dubbio che l’evoluzione della malattia è molto rallentata dall’assunzione di farmaci o integratori appropriati. 
  3. Correggere i fattori di rischio che puoi correggere : sedentarietà e sovrappeso prima di tutti. Compression and walking era il motto dei due più grandi esperti in questo campo, i professori Bartoli e Partsch. Comprimere e camminare : che poi è la stessa cosa, perchè ciò che succede durante la camminata veloce è un massaggio profondo e continuo del microcircolo capillare e del circolo venoso e linfatico, non diversamente da ciò che fanno le calze apposite.
  4. Sollevare le gambe nel letto : non piegate sopra ad un cuscino. Il cuscino va posto sotto al materasso perchè il ginocchio sia disteso al di sotto della linea della caviglia
  5. Evitare lacci e lacciuoli. Cinture strette, pantaloni aderenti, collant inadatti. Quando sei seduta tutte queste cose comprimono e rallentano il flusso sanguigno. A proposito di seduta : alzati ! Non stare seduta troppo tempo di seguito. Muovi le gambe sotto al tavolo. Cambia posizione. E ancora, trova il modo di fare una camminata veloce alla fine della sessione di lavoro che ti ha obbligata a stare seduta a lungo.
  6. Indossare calze adatte, come indicate dal Medico, o almeno preventive se il Medico non ti ha ancora vista. Con alcune precisazioni : non parliamo di Denari, perchè i Den. non sono una unità di misura medicale e non si riferiscono alla compressione ma al filato. Parliamo di compressione alla caviglia in millimetri di mercurio, mmHg, perchè questa si riferisce alla attività preventivo-curativa delle calze. Pressione che nei prodotti medivali è graduata, quindi decresce in modo adeguato verso il ginocchio e poi nella coscia, in modo che mai la calza possa esercitare pressioni anomale o comprimere in un punto errato. Fino a 20 mmHg le calze sono considerate preventive, oltre sono terapeutiche. Una calza adatta può curare una gamba sofferente, ma va scelta di taglia giusta, di compressione adatta, di tipo corretto . Puoi indossare almeno in casa la calza antitrombo che ti fu fatta indossare dopo il parto cesareo ? Certamente no. Le caratteristiche della calza antitrombo sono assolutamente diverse, perchè queste fibre comprimono la gamba a riposo prolungato. Sono quindi totamente diverse dalle fibre che si usano per i collant graduati.

Le calze del supermercato sono equivalenti a quelle sanitarie ? Certamente no. Infatti si esprimono in Denari. La scelta comunque va fatta in modo oculato ed il mantenimento delle caratteristiche iniziali del prodotto nel tempo è una condizione fondamentale che viene misurata mediante parametri noti come “stifness” e “hysteresis”.

Pensi che le calze sanitarie siano brutte ? Vieni a trovarci ! Ti faremo toccare con mano le nostre calze più belle, prodotte in Italia con un occhio all’estetica ed alla comodità . Qualità tecnica certificata e bellezza possono coesistere : dai un’occhiata al sito SOLIDEA ! 

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